Sarà
capitato a tutti di andare in montagna, sopra i 2000 m., e, dopo
aver assaporato la purezza dell'aria, avvertire quella
sensazione di fatica che accompagna ogni nostro minimo
movimento e che aumenta proporzionalmente con l'aumentare dell'
altitudine.Il
motivo di questo affaticamento è la minore pressione parziale
dell'ossigeno; che attenzione, non vuoI dire che c'è meno aria,
ma che l'ossigeno in un metro cubo d'aria risulta meno
concentrato.Il
training in altura è una metodologia d'allenamento che negli
ultimi anni ha costituito un sistema d'incremento della
prestazione per tutte le discipline sportive con forte
componente aerobica, come l'atletica leggera, il ciclismo strada
e mtb e il nuoto.
Perchè
l'altura
E'
bene precisare che questa ulteriore metodologia di allenamento
deve essere impostata e proposta ad atleti evoluti o comunque
che gareggiano già da alcuni anni. Lo
scopo di eseguire l'altura è quello di offrire uno stimolo
aggiuntivo al fine di potenziare il "motore aerobico"
dell'atleta, che rappresenta sicuramente la caratteristica di
base per gare di mtb e cross-country.
Miglioramenti
e adattamenti fisiologici
L'altura nella preparazione di un
atleta evoluto è considerata praticamente una metodologia ormai
acquisita. Gli adattamenti che si determinano nell'organismo
favoriscono il trasporto e l'utilizzo dell'ossigeno, a
cominciare dall'aumento dell'emoglobina e dal suo contenuto
medio per globulo rosso, dall'aumento degli stessi globuli
rossi e dall' aumento della concentrazione di eritoproietina .
Le difficoltà e le reazioni
fisiologiche evidenti nell' effettuare un allenamento in altura
sono un aumento delle pulsazioni fin dalle basse intensità, e
una diminuzione della velocità di deflessione associata ad
una difficoltà a raggiungere le pulsazioni massime alle più
alte intensità lavorative.Diminuisce di conseguenza anche la
potenza aerobica, e il cuore fa fatica a lavorare a richieste di
emergenza, e a frequenze cardiache più elevate.
Quanto
tempo deve durare l'altura
Non
si sa ancora bene quanto tempo bisogna soggiornare in alta
quota. Le esperienze di molti atleti portano ad avvicinarsi ad
una permanenza intorno alle 3 settimane, tempo limite per poter
impostare un ciclo di allenamento completo; per atleti poco
evoluti bastano 2 settimane.
Quale
altitudine
Generalmente
l'altitudine utilizzata per ottenere stimoli validi in specialità
di endurance varia tra i 2000-2200 m s.l.m.
Una
metodologia nuova, di allenamento in alta quota, che da alcuni
anni si sta provando, è quella di soggiornare a 3000 m e oltre,
e allenarsi a 2000 m. In questo modo l'atleta risente dei
vantaggi fisiologici di un'altura elevata, senza patire le
conseguenze di allenarsi a velocità troppo basse. Un altro
vantaggio indotto da questa metodologia è quella di avere un
minor impatto, una volta ridiscesi a livello del mare, ottenendo
subito i benefici dell' alta quota.
Il training
in altura
Considerando un periodo di 3 settimane
l'allenamento va diviso in 3 sottoperiodi o
microcicli
1° fase di acclimatamento (4-5 gg)
2° fase di allenamento (14-15 gg)
3° fase di recupero (3 gg)
Acclimatamento
Questa fase dura circa 4-5 gg ed è il
momento in cui bisogna impostare un allenamento che
non dovrà mai essere pesante, ma solo di
approccio, soprattutto per quegli atleti che non
hanno mai avuto precedentemente esperienze simili.
E' opportuno, con biker che non hanno mai fatto
esperienze di questo tipo, iniziare con una serie
di uscite a bassa intensità, 20-25% sotto le
pulsazioni di soglia anaerobica. E' consigliabile,
per chi soffre particolarmente questa situazione,
fare delle sedute alternative, camminate,
escursioni blande, ginnastica, stretching.
Allenamento
E' la fase dell' allenamento propriamente detto
dove il training aumenterà sensibilmente. Questa
fase può essere suddivisa in due sottogruppi, il
primo, di lavoro prevalentemente aerobico, e il
secondo caratterizzato da un training più
qualitativo, considerando sempre che i lavori
qualitativi in altura vengono effettuati a velocità
ed intensità più basse. Bisognerà quindi in
certi training, come per esempio salite dure e
lunghe, mantenere velocità basse, ma con frequenza
cardiaca più alta. E' importante rispettare i
tempi di pausa, che saranno più ampi soprattutto
nei lavori che intaccano il meccanismo anaerobico
lattacido. Si deve quindi fare molta attenzione a
programmare un allenamento in alta quota, perché
non è così ovvio che qualsiasi training
effettuato debba produrre dei miglioramenti. E'
bene quindi considerare che ogni stimolo crea delle
risposte differenti per ogni atleta, e che queste
risposte sono dei messaggi da interpretare e ai
quali correlarsi, per poter impostare le successive
sedute allenanti. E' importante, inoltre, dare
grande spazio alle terapie di ripristino delle
energie, con trattamenti fisioterapici, detensione
muscolare, training autogeno, etc..
Recupero
Dura all' incirca 3/4 giorni, e s'imposta riducendo
in misura massiccia volume ed intensità del
lavoro. Questa programmazione del lavoro, cioè con
un recupero prima della discesa al livello del
mare, permette all'atleta di riportare alcune
condizioni fisiologiche a valori normali,
recuperando le energie fisiche dopo un ciclo di
lavoro doppiamente duro. Per un biker il momento più
propizio per poter ottenere risultati di rilievo
sembra essere dopo 3-4 settimane, dopo aver cioè
"digerito" l'alta quota, e avere
effettuato quei lavori di qualità che non è utile
eseguire a 2000 m.
Considerazioni
generali
Alcune considerazioni sono quelle che riguardano i
prerequisiti per effettuare un training in altura.
L'atleta deve essere in piena efficienza
psicofisica, e dotato di un meccanismo aerobico già
altamente produttivo. E' importante valutare le
proprie richieste, o se siamo tecnici, considerare
come l'atleta supererà la crisi di acclimatamento
la cui durata è estremamente personale, e
influenzata soprattutto dal fatto che l'atleta
abbia precedentemente avuto esperienze simili.
Mantenere una corretta alimentazione consente un
maggior recupero. Risulta importante soprattutto la
reidratazione, dato che molti atleti perdono subito
grossi quantitativi di acqua attraverso le vie
aeree, a causa del fatto che in montagna, essendo
l'aria più secca, si ottiene una maggiore
dispersione di vapore acqueo. E' consigliata quindi
l'assunzione di abbondanti quantità di frutta,
come mele, pere, pesche, kiwi e uva, che oltre
all'acqua reintegrano anche i sali organici.
Allenamento
specifico
Prevedendo un soggiorno di 21 giorni, 3 settimane,
si suddivide l'allenamento a seconda delle
caratteristiche dell' atleta, ma soprattutto a
seconda del fatto che abbia già avuto esperienze
di allenamenti in alta quota. Risulta di notevole
importanza valutare le sensazioni personali dell'
atleta dopo ogni singola seduta di allenamento
cercando di registrare quante più indicazioni
possibili: frequenza cardiaca mattina e sera,
numero di kilometri effettuati e a che frequenza
cardiaca, tempi di recupero dopo un training duro,
esami del sangue prima e dopo il soggiorno,
variazioni massa grassa e magra ogni 7 giorni etc..