Le salite
di forza resistente.
Questo tipo di metodologia di allenamento, quando
fu messa a punto, destò subito un notevole
entusiasmo nel mondo ciclistico, sicuramente perchè
introdotta e resa nota al grande pubblico, in
occasione del record dell'ora di Moser. Per chi
invece viveva il mondo della preparazione atletica
e dello sport in senso più generale, le S.F.R.,
questa la sigla che definisce le salite di forza
resistente non rappresentarono certo una novità,
anzi, in atletica leggera training in salita per il
miglioramento della forza specifica sono presenti
nei programmi, sia di fondo che di velocità, da
decenni. Sicuramente il motivo che inizialmente
mosse Sassi, e tutti coloro che ne fecero poi uso,
fu quello di eseguire un potenziamento specifico e
al contempo un 'esercizio propriocettivo per il
miglioramento della pedalata, dove le tensioni
,muscolari, molto alte, permettevano all'esecutore
di "sentire" meglio il movimento
circolare e poter assicurare per molto più tempo
espressioni di forza intense. Questo nel settore
off -road assicura, oltre che un incremento della
forza e quindi la possibilità di spingere un
rapporto più duro, con maggior sviluppo metrico,
anche un migliore grip, riducendo gli strappi
durante la pedalata, cosa che in mountain bike può
risultare spesso determinante.
Salite
brevi o salite per il cuore.
Le salite brevi hanno come funzione principale il
miglioramento delle capacità aerobiche centrali.
Nello specifico migliorano la capacità di far
arrivare tanto ossigeno ai muscoli, facendo un vero
e proprio training muscolare per il cuore.
L'obiettivo di questa metodica, attraverso un
aumento repentino della frequenza cardiaca, è
quello di ottenere un miglioramento della gettata
cardiaca. Essendo un "lavoro" che
coinvolge comunque le capacità centrali, viene
effettuato nel periodo invernale ed è possibile,
raggiungendo così più elevate pulsazioni,
eseguirlo di corsa con pendenze molto elevate del
15-18% e una durata di massimo 10". Il
recupero va eseguito in surplace per circa 3-4'. In
genere si eseguono a gruppi di cinque ripetute
consequenziali.
Le
salite lunghe.
Questo tipo di allenamento prevede sedute allenanti
con salite di pendenze non elevate ma di lunga
durata. L'obiettivo fisiologico è quello di
migliorare, a parità d'intensità cardiovascolare,
l'intervento delle fibre muscolari intermedie e
pallide abituandole per quanto possibile a sforzi
prolungati e aerobici. Un altro obiettivo è
l'incremento della forza cosiddetta resistente,
molto utile nelle parti finali di una gara. La
durata di queste salite è molto variabile, e
dipende dal periodo di preparazione in cui si trova
l'atleta. In genere, comunque, variano tra i 4 e i
13-14 km, con una pendenza non troppo elevata,
compresa tra i 4-8%. L'impegno fisiologico viene
controllato tramite il monitoraggio della frequenza
cardiaca. Questo allenamento può essere svolto in
ogni periodo dell'anno, chiaramente con quantità
ed intensità diverse, ma sempre seguito da un
adeguato defaticamento.
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