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TECNICA DI GUIDA



Raccomandazioni
 
Cercate di praticare il vostro sport in compagnia, non solo per trame un maggior divertimento, ma anche per questioni di sicurezza. Non affrontate passaggi difficili prima di aver raggiunto una certa esperienza, in gioco c'è la vostra integrità e salute. Non tenete mai velocità, in discesa, che le vostre capacità tecniche non vi permettono. E' meglio andare leggermente più piano ma poter scegliere la linea migliore, non rischiando incidenti ne forature, che guadagnare di secondi e correre il rischio di bucare più spesso. Uscire il meno possibile da sentieri segnati. Evitare inoltre, in mancanza di allenamento, di affrontare percorsi troppo lunghi per evitare il ritorno in condizioni di scarsa lucidità. Premesse queste raccomandazioni, è importante, per riuscire a guidare la bicicletta nel modo corretto, avere un' ottima posizione sull' attrezzo, e ciò è possibile con tutta una serie di regolazioni individuali, perché personali sono le caratteristiche morfologiche (vedi capitolo relativo alla scelta del telaio ideale) della bicicletta.



Impugnatura del manubrio e uso dei freni

Ovviamente per guidare e regolare la velocità della bicicletta è fondamentale una buona presa. Nella guida off-road buche e ostacoli improvvisi possono far perdere il controllo del mezzo portandolo in traiettorie errate. La posizione corretta della mano sulla manopola è centrale, con un paio di centimetri di distacco dalla finemediale della stessa. In discesa le dita dovranno essere utilizzate, indice e medio, per frenare dove necessario. Imparate a dosare, nel modo corretto, la forza delle dita, frenate brusche o bloccaggi di ruota non fanno altro che diminuire gli spazi di frenata. E' facile notare, su molte biciclette, le protesi aggiuntive, le cosiddette coma di bue, di varie forme e materiali e con la precisa funzione di rendere più ergonomica la posizione in bicicletta. Spesso sono utili in alcuni passaggi difficili e nel fuori sella in salita.


L'utilizzo del cambio 

Innanzitutto bisogna, affinché le parti meccaniche deputate alla trazione non abbiano problemi, lavorare con la catena in linea evitando nelle numerose cambiate, che l'allenamento o la gara ci obbligherà a fare, di incrociarla, cioè posizionandola, per esempio, dalla corona grande davanti al pignone grande dietro. Cerchiamo inoltre, per la lunga vita della nostra catena e del gruppo, di non cambiare rapporto quando lo sforzo sui pedali è massimo, ad esempio in salita, cercando di prevedere prima la cambiata. Durante la fase di cambio sarebbe poi necessario, nei limiti del possibile, alleggerire temporaneamente la pres­sione sulle pedivelle rendendo così lo spostamento del deragliatore più agevole e preciso. Per quanto riguarda l'uso vero e proprio del cambio, ossia la scelta dei rapporti, come regola base è importante sapere che è sempre meglio, nel dubbio, prediligere l'agilità. Soprattutto in mtb, la corretta scelta del rapporto permette il superamento di alcuni ostacoli che possono sembrare invalicabili. Spesso con le "ruote grasse" bisogna valutare il rapporto non solo rispetto alle proprie caratteristiche muscolari ma anche in base al terreno e al conseguente grip che questo comporta. Aprendo una parentesi sulla pedalata, sicuramente un movimento "rotondo" ossia senza punti morti, la possibilità di lavorare con gli arti inferiori non solo in fase di spinta ma anche in fase di recupero permette all' atleta, dopo una fase di adattamento, una migliore prestazione e un buonissimo grip; la sensazione è di avere due ruote motrici. Spesso capita invece che nello sforzo di superare grosse pendenze si usino rapporti e posizioni non adeguate contribuendo ad avere una pedalata a stan­tuffo e a strappi, che sicuramente non migliora l'aderenza.
(Vedi capitolo riguardante la pedalata)


La salita 

La possibilità di superare pendenze accentuate non dipende solamente dal terreno, dai rapporti usati e dalle proprie capacità muscolari, ma spesso anche dalla tecnica di guida e dal tipo di pedalata. Tanto più la salita sarà dura e pendente, tanto più il rapporto da utilizzare sarà leggero. Ma quali sono le regole principali per il superamento delle salite anche più dure? Applicare la forza con maggiore uniformità possibile, e mantenere una pedalata rotonda. Spostare il peso in avanti per evitare di far perdere troppa aderenza alla ruota anteriore. Evitare che la forza, applicata al manubrio dagli arti superiori, non sia troppo elevata da provocare un' alzata della ruota anteriore, procurando così uno sbilanciamento e un rallentamento nella pedalata. Se ciò accade porre rimedio avanzando il busto, piegando le braccia ed esercitando più peso sul manubrio. La frequenza di pedalata ideale è compresa, a seconda ovviamente della pen­denza e delle caratteristiche muscolari, tra 50- 70 rpm


Le S.F.R. (Salite di forza resistente)

Data per scontata la loro utilità e il loro obiettivo, precedentemente descritto, non rimane che definire, in modo più preciso, le modalità esecutive. Le rpm, frequenza di pedalata, sono basse (35-45) a seconda che ci si trovi di fronte ad un principiante o ad un atleta evoluto. La posizione in bicicletta deve rispecchiare quella che normalmente viene tenuta quando si pedala da seduti con le braccia solamente appoggiate al manubrio, senza fare forza, ma cercando, con una pendenza del 6-8% e una durata variabile da 2 a 8-10', d'impostare una pedalata molto composta e "rotonda". Quadricipite, bicipite femorale, polpaccio, tibiale anteriore, glutei, debbono lavorare in modo pressoché equivalente al fine di eseguire, oltre che un esercizio di potenziamento altamente specifico, anche un esercizio propiocettivo neuromuscolare ideale, con le dovute proporzioni, anche per i neofiti. 


La discesa 

Importante è giungere in vetta, ma altrettanto importante è scendere, una volta arrivati in cima. Essenziale, nella discesa, è ricercare un buon appoggio sui pedali. Le mani, ben ancorate al manubrio insieme alle gambe, fanno da ammortizzatore e spingono all' indietro, portando il sedere fuori dalla bici. Questo è l'unico sistema per contrastare la pendenza e di conseguenza più essa aumenterà più sarà arretrato il corpo rispetto alla bicicletta. Un occhio alle caratteristiche del tracciato e siamo pronti per cominciare la discesa. Nello scendere lo sguardo dovrà essere sempre avanti alla ruota anteriore così da anticipare eventuali imperfezioni od ostacoli, per i passaggi più tecnici è essenziale avere una certa pratica con il mezzo. Questo sito ha trattato l' allenamento del biker dal punto di vista organico-fisiologico. Purtroppo spesso atleti dotati di un grande "motore", per problemi di tipo tecnico, incapacità nello scendere su discese con buona pendenza, non riescono a trarre le giuste soddisfazioni dalle loro qualità. Ciò significa che l'allenamento per la mountain bike non è solamente limitato all' aspetto organico, ma deve continuamente essere accompagnato ad una crescita tecnica al fine di poter sfruttare tutto il lavoro sviluppato in salita.

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